24 Giugno 2026

Logistica ecommerce: come ridurre i costi di spedizione in Europa

La logistica è quel costo che ti mangia il margine senza che te ne accorga

Ogni imprenditore ecommerce ha avuto quel momento: guardi i numeri, le vendite crescono, il fatturato sale… ma il margine non migliora. Anzi, a volte peggiora. E quando vai a scavare, scopri che la logistica si sta mangiando tutto.
Spedizioni, resi, stoccaggio, imballaggio, errori di picking. Ogni voce sembra piccola, ma sommate possono assorbire dal 15% al 30% del fatturato. E quando vendi in più paesi europei, la cosa si complica ulteriormente: tariffe che cambiano per destinazione, tempi di transito diversi, resi cross-border da gestire.
In 15 anni con Yeppon abbiamo spedito oltre un milione di ordini. E se c’è una cosa che abbiamo imparato, è che nella logistica ecommerce ogni centesimo risparmiato per ordine si moltiplica per migliaia alla fine del mese.

Dove si nascondono i costi

Il last-mile: la parte più cara

La consegna finale al cliente può rappresentare fino al 53% del costo totale di spedizione. E le tariffe variano enormemente in Europa: spedire in Germania può costare 3-5€, verso la Grecia o il Portogallo anche 15€. Se offri spedizione gratuita (e su molti marketplace non hai scelta), questi costi escono direttamente dal tuo margine.

I resi: il costo invisibile

In Europa il tasso medio di reso è intorno al 25-30%. Nel fashion sale al 40-50%. Ogni reso costa: spedizione di ritorno, ispezione, riconfezionamento, rimessa a stock. E nel frattempo quel prodotto non è disponibile per la vendita. Abbiamo visto brand dove i resi costavano più della logistica in uscita.

La scatola sbagliata

Sembra una sciocchezza, ma l’imballaggio sbagliato può costare caro. Un prodotto piccolo in una scatola grande paga tariffe di spedizione maggiorate per peso dimensionale. Moltiplicato per migliaia di ordini, sono soldi veri.

7 cose che facciamo per tagliare i costi (e che puoi fare anche tu)

1. Mai un corriere solo

Non esiste il corriere perfetto per tutte le destinazioni. Noi usiamo più corrieri e un sistema di smart routing che sceglie automaticamente quello più conveniente per ogni spedizione. La differenza? Dal 15% al 25% di risparmio rispetto a usare un corriere unico.

2. Volumi aggregati = tariffe migliori

I corrieri fanno sconti a chi spedisce tanto. Aggregando i volumi di più brand partner, riusciamo a ottenere tariffe che un singolo brand non potrebbe mai negoziare da solo. È uno dei vantaggi concreti di avere un partner logistico.

3. Magazzino nel posto giusto

Il nostro magazzino è a Paderno Dugnano, nel nord Italia — posizione strategica per servire sia il mercato italiano che quelli dell’Europa centrale. Per chi vende principalmente in Germania e Francia, essere nel nord Italia fa una differenza enorme rispetto a un magazzino nel sud.

4. Packaging su misura

Abbiamo eliminato le scatole “taglia unica”. Ogni ordine viene imballato nella scatola più adatta al prodotto — meno materiale, meno peso dimensionale, meno costi di spedizione. E anche meno impatto ambientale, che non guasta.

5. Prevenire i resi è meglio che gestirli

Il reso più economico è quello che non avviene. Schede prodotto accurate, foto realistiche, guide alle taglie precise nel fashion — investire qui riduce i resi e quindi i costi. Ogni punto percentuale di riduzione del tasso di reso è margine recuperato.

6. Automazione dove conta

WMS, barcode scanning, zone picking — non sono parole da convegno, sono strumenti che riducono gli errori e triplicano la produttività. Un errore di picking costa molto di più della tecnologia per evitarlo.

7. Resi gestiti in fretta

Un prodotto reso che resta fermo una settimana in attesa di ispezione è un prodotto che non vende per una settimana. Noi processiamo i resi entro 24 ore: ispezione, rimborso e rimessa a stock. Più veloce è il ciclo, meno soldi perdi.

Perché un partner logistico specializzato

Gestire internamente una logistica ecommerce efficiente è possibile, ma richiede investimenti importanti: magazzino, tecnologia, personale formato, contratti con i corrieri. Per molti brand, soprattutto in fase di crescita, esternalizzare è la scelta più intelligente.

Non perché non siate capaci — ma perché le vostre energie sono meglio spese a fare prodotti belli e a far crescere il brand. La logistica lasciala a chi la fa tutti i giorni.

Scopri il nostro servizio di logistica o prenota una call — guardiamo insieme i tuoi numeri e vediamo dove si può risparmiare.

 

Fonti:

  1. McKinsey & Company, “Solving the paradox of growth and profitability in e-commerce”: i costi di fulfillment assorbono il 12–20% dei ricavi e-commerce. I resi (reverse logistics e ristoccaggio) aggiungono circa il 15% ai costi totali, con tassi fino al 30% degli ordini, portando i casi più onerosi verso l’estremo superiore della forbice. mckinsey.com (2024).
  2. SmartRoutes, “Last-Mile Delivery Statistics 2025” e Jay Group: il last-mile è salito dal 41% (2018) al 53% del costo totale di spedizione. smartroutes.io / jaygroup.com (2025).
  3. Synctrack “Ecommerce Return Rates 2025” e Statista “E-commerce returns in Europe”: in Europa i resi online si collocano tra il 25% e il 40% a seconda della categoria; nel fashion 30–50%, con punte superiori su capi specifici e brand premium. synctrack.io / statista.com (2025).
  4. ShipStation, EasyPost e Reveel: le aziende che adottano una strategia multi-corriere con rate shopping dinamico risparmiano in media il 15–25% sui costi di spedizione rispetto al corriere unico. shipstation.com / easypost.com (2025).